MOSTRA “BACK TO DERUTA. SACRED AND PROFANE BEAUTY”

mostra BACK TO DERUTA locandina

Su iniziativa del Comune di Deruta nell’ambito delle azioni di valorizzazione e recupero del patrimonio culturale derutese, l’edizione italiana della mostra  Sacred and Profane Beauty, Deruta Renaissance Maiolica gia’ presentata alla Frieze Masters di Londra del 2017, riporta  a Deruta, dopo cinquecento anni,  ventiquattro maioliche  dei migliori pittori e vasai derutesi del Rinascimento.

La mostra comprende una raccolta di ventiquattro antiche  maioliche  di elevatissimo pregio prodotte dalle officine derutesi  fra la seconda metà del Quattrocento e la prima metà del Cinquecento rappresentando, in sintesi, la migliore produzione rinascimentale, sia per la varietà delle  forme che include albarelli, vasi su alto piede, bottiglie da farmacia, bacili da versatore e piatti da pompa che per decorazioni e  iconografia.

I soggetti di carattere  sacro e profano, da cui il titolo della mostra,  sono in gran parte derivati dalla pittura umbra di Perugino e  Pinturicchio adattati  dai pittori derutesi e combinati al variegato repertorio decorativo elaborato dai maestri locali.

L’efficacia delle composizioni, la sofisticazione delle  tecniche e le specificità delle forme, delle tipologie  e dei soggetti resero alla ceramica derutese uno stile caratteristico che ebbe uno straordinario successo e notorietà, divenendo una delle espressioni non secondarie del Rinascimento italiano. Così, infatti, Leandro Alberti  celebrava nel 1550 la fama di Deruta:Sono molto nomati li vasi di terra cotta  quivi fatti, per esser talmente lavorati, che paion dorati. Et anche tanto sottilmente sono condutti, che infino ad hora non si ritrova alcun artefice nell’Italia, che se li possa agguagliare, benché assai sovente habbiano isperimentato e tentato di far simili lavori “.

Le opere in mostra sono state selezionate da Camille Leprince e Justin Raccanello con la consulenza di Elisa Paola SanI già collaboratrice del Victoria & Albert Museum, ed oggi tra i massimi esperti di ceramica rinascimentale, il cui studio critico è raccolto nel catalogo illustrato in lingua inglese che accompagna la mostra con un saggio introduttivo di Giulio Busti e Franco Cocchi, cui si deve anche l’attuale allestimento della mostra  nella sala Magnini del Museo Regionale della Ceramica.